L'AGENDA DEL BROKER
"Non circola denaro
qui nessuno si fida più"
di ROBERTO RHO
"Mi ha chiamato la mia vecchia zia, ha più di 80 anni e di Lehman Brothers, dei subprime e del credit crunch sa quanto gli Indios della foresta amazzonica. Ha visto Berlusconi al telegiornale che rassicurava i risparmiatori italiani, che spiegava il fondo da 20 miliardi per salvare le banche. Sa cosa mi ha chiesto? "Ma la situazione è davvero così grave? Devo correre in banca e chiudere il conto corrente?". Ecco: la situazione è così drammatica che anche gli interventi delle istituzioni, invece che tranquillizzare, finiscono per spaventare la gente". Ma quell'intervento era indispensabile, lo dicono anche le opposizioni. "Sì, magari il premier poteva evitare, mezz'ora più tardi, di andare al bagaglino... ".
Il Broker dalla vista lunga è reduce da un'altra seduta di passione. Lui usa le solite metafore truculente. "Un bagno di sangue, un massacro, soprattutto per il morale di chi lavora in Borsa". E la racconta così: mattinata discreta, qualche timido rientro dopo l'ipervenduto dei giorni scorsi, qualche modesto rimbalzo, più che altro la mancanza di nuovi elementi di pessimismo. Ma è durata pochissimo. Già a fine mattinata i primi rumors su nuovi, ingenti riscatti di un grande hedge fund, che dovrebbe recuperare addirittura 10 miliardi. Poi le voci da Londra su un possibile blocco degli aumenti tariffari delle utilities, cioè i titoli che nei giorni scorsi avevano perso meno.
Infine la picchiata della Morgan Stanley: "È arrivata a perdere fino a 4 dollari su 17, un'enormità. Cessato il divieto di vendite allo scoperto sui titoli finanziari, in vigore fino a ieri, le vendite si sono accanite sulla banca ritenuta, a torto o a ragione, più fragile. E siccome il mercato va a mille all'ora, individuato e colpito un bersaglio si allarga subito il campo a quelli affini. Ed è ricominciato il massacro: Intesa, la Popolare di Milano... Qui si tira alla giornata: primum vivere, deinde philosophari".
Insomma banche, banche, ancora banche. "Ieri la Bce ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto. Sa qual è stato l'effetto sull'Euribor, l'indicatore sul quale si muovono i tassi dei mutui, l'unico che conta per l'utente finale? Glielo dico io: zero. L'Euribor non ha fatto una piega. L'effetto degli interventi delle banche centrali sull'utente finale è zero. La rata del suo mutuo non calerà di un solo euro. E sa perché? Perché non circola denaro tra le banche, perché l'una non si fida dell'altra. Gli istituti di credito, che hanno un drammatico bisogno di riaggiustare i ratios patrimoniali, hanno sostanzialmente incamerato il taglio dei tassi della Bce per accrescere gli utili. Le dico di più: so di una grande azienda italiana, in salute, con un cash flow abbondante, che non riesce a ottenere credito. Non prestano neppure più i soldi che hanno in cassaforte". Uno sguardo alle quotazioni: Unicredit, varata la manovra di rafforzamento patrimoniale, sembra uscita dal mirino dei venditori, Banca Intesa pare esserci entrata. Rotazione dei temi di Borsa?
"Credo che sia un'illusione ottica, i movimenti di ieri si spiegano con il fatto che un grande fondo colpito dai riscatti aveva posizioni lunghe su Intesa e corte su Unicredit. E poi il mercato teme che Passera finisca per scegliere la stessa strada di Profumo, magari pressato dalla moral suasion della Banca d'Italia: pagare il dividendo in azioni. Non a caso le risparmio hanno perso quasi il doppio delle ordinarie". Resta il fatto che le banche erano e restano l'epicentro del terremoto. "Quando hai un infarto devi sbloccare le arterie, sennò non ti rimetti in piedi...".
(
10 ottobre 2008)