da Las Vegas ha ricevuto più fondi elettorali di qualsiasi altro candidato
John McCain e la passione
(ricambiata) per l'azzardo
È uno dei fondatori dei casinò delle riserve pellerossa,
che hanno raggiunto un giro d'affari di 26 miliardi
WASHINGTON – John McCain è un inveterato giocatore d’azzardo, capace di passare una intera notte al casinò puntando migliaia di dollari. È uno dei padri fondatori e dei padrini dei casinò delle riserve pellerossa, che hanno ormai raggiunto un giro di affari di 26 miliardi di dollari. È legato ai loro lobbisti e a quelli di Las Vegas, alcuni dei quali figurano nel suo entourage. E da Las Vegas, la capitale mondiale del gioco d’azzardo, ha ricevuto più fondi elettorali di qualsiasi altro candidato della storia americana. Lo rivela il New York Times in un articolo di due pagine che potrebbe danneggiarlo e che ha suscitato le ire dei repubblicani. Tra i nomi celebri degli amici di McCain, il giornale fa quello di Donald Trump, il grande costruttore e proprietario di casinò, che avrebbe raccolto 100 mila dollari per lui.

McCain (Reuters)
INTERESSI A LAS VEGAS - Il coinvolgimento di McCain nei casinò delle riserve data a 20 anni fa, quando il senatore, quale membro della Commissione affari indiani del Senato, promosse la legge che li legalizzò. Si accentuò nel 1994, quando McCain la rese più flessibile, e nel 1998 quando bocciò un tentativo di frenare il boom del gioco d’azzardo. I suoi legami con Las Vegas sono ancora antecedenti, e secondo il New York Times qualche mese fa salvarono la sua candidatura alla Casa Bianca: la campagna di McCain era in gravi difficoltà finanziarie, ha scritto il giornale, e Sig Rogich, un consulente dei casinò, organizzò una riunione che gli fruttò 2 milioni di dollari.
QUESTIONE MORALE - Non è chiaro se le rivelazioni del New York Times, contestate con irritazione dal senatore, avranno lo stesso effetto del 2000. Allora, alle primarie repubblicane contro George Bush, gli evangelici misero McCain sotto accusa. Adesso che è il candidato ufficiale si tireranno forse indietro. Ma il giornale spara a zero anche sul suo entourage, che avrebbe tratto vantaggi personali dai casinò pellerossa, ne fa cioè una questione morale. E nell’America della crisi finanziaria, dove proprio McCain ha rimproverato a Wall Street di aver abbracciato «la cultura del casinò», la questione morale ha un certo peso. Per prudenza, Las Vegas finanzia anche il candidato democratico Barack Obama: stando al New York Times, però, gli ha dato meno della metà di quanto dato a McCain.
Ennio Caretto
28 settembre 2008(ultima modifica: 29 settembre 2008)










