Le associazioni accusano i due operatori: "Creato un cartello"
Altroconsumo: "In arrivo aumenti da 49 a 83 euro all'anno"
Tariffe, Tim e Vodafone nel mirino
ispezioni di Agcom e Antitrust
ROMA - Tim e Vodafone nel mirino di Agcom e Antitrust. Nei mesi estivi, i due operatori hanno annunciato ai propri clienti, via sms, l'introduzione di rincari e la modifica di alcuni vecchi piani tariffari. Una mossa che non è piaciuta per niente alle associazioni dei consumatori che hanno protestato inviando alcuni esposti all'Autorità per le comunicazioni, che ora vuole vederci chiaro: su Tim e Vodafone sono state avviate ispezioni con lo scopo di verificare le condizioni delle offerte.
Si muove anche l'Antitrust. Anche l'Autorità garante della concorrenza e del mercato aprirà un'istruttoria. Lo rendono noto Aduc e Altroconsumo, sottolineando come l'Antitrust abbia "ravvisato gli estremi di pratiche commerciali ingannevoli e omissive, ed esistono i presupposti perché l'Autorità deliberi la sospensione provvisoria delle pratiche descritte". Altroconsumo ha quindi chiesto a Tim e Vodafone di sospendere i cambi dei piani tariffari annunciati e ha invitato gli utenti a rifiutare i cambiamenti proposti dai due operatori.
"Creato un cartello". Secondo le associazioni dei consumatori, i due gestori sono colpevoli di aver creato un cartello, destinato a causare rincari significativi per i nove milioni di italiani in possesso di schede Tim e Vodafone. Per Altroconsumo, gli aumenti andranno da 49 fino a 83 euro all'anno, "con picchi d'aumento sulle singole telefonate anche del 100%". Le modifiche annunciate dai gestori dovrebbero scattare a settembre per Tim e ad ottobre per Vodafone.
Le altre iniziative. Sulla questione erano intervenute anche Adusbef e Federconsumatori che si erano rivolte all'Agcom, chiedendo "di verificare che tutto si svolga nella norma, nella chiarezza e nella trasparenza", mentre il Codacons è addirittura ricorso al procuratore della Repubblica di Roma per capire "se l'operazione messa in atto da Tim e Vodafone non sia in violazione della legge sulla concorrenza e non nasconda un accordo tra i due gestori".
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28 agosto 2008)